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SCOPRI L'ARABIA SAUDITA

• Il paese più grande nel Medio Oriente
• Popolazione 28 Milioni, 2 milioni km2 (6 volte più grande dell’Italia)
• Popolazione giovane (35% sotto 15 anni, e 61% età lavorativa)
• 25% della riserva mondiale di petrolio e quarta riserva al mondo di gas
• Terza economia più rapida in crescita dopo la Cina e India
• 19 esima economia al mondo, e la più importante nel Medio Oriente
• I settori importanti della crescita sono l’energia, i piani d’investimento governativi
e investimenti privati
• La politica governativa è orientata a sostenere la diversificazione verso le manifatture ed i servizi ad alto valore aggiunto
• Stabilità economica e politica

ABSTRACT STRATEGICO

L'Arabia Saudita continua ad essere un paese dominato da alcune dinamiche che per la maggior parte non facilitano l'ingresso del commercio e degli investimenti all'interno del paese. Una rigida struttura dello stato in mano alla famiglia del re Al‐Saud, una forte e rigida osservanza dell'Islam, una scarsa apertura del paese alla democrazia ed in generale ai cambiamenti della società non permettono la facilitazione dell'ingresso nel paese delle piccole e medie imprese. Tuttavia molti elementi concorrono a rendere il paese una meta di attrazione per le imprese che coprono alcuni settori specifici ed in parte di nicchia. Una certa tipologia del mercato del lusso e dell'abbigliamento è ampiamente capace di essere sviluppato ma appare sempre evidente che la gran parte della ricchezza economica del paese è generato dal mercato petrolifero e dai settori ad esso collegati. Il petrolchimico e l'industria dei derivati del petrolio sono certamente settori che avranno un'ampia espansione nel prossimo futuro grazie al desiderio del paese di cercare di diversificare la propria produzione industriale. Tuttavia la grande ricchezza del paese necessita anche di forme alternative di crescita e di apertura allo sviluppo di mercati diversi. La gestione delle risorse idriche è certamente uno degli obbiettivi da raggiungere nel quale sono state investite innumerevoli risorse finanziare. Allo stesso tempo un sempre crescente benessere di una fetta importante della popolazione ha portato all'esigenza di sviluppare anche altri settori come ad esempio quello sanitario e dei macchinari medicali. Il paese risulta quindi un ottimo partner per alcuni settori tradizionali ma allo stesso tempo potrebbe essere un interlocutore credibile per la crescita di settori fin’ora non tenuti in considerazione. Per la piccola e media impresa in ogni caso è fondamentale tenere presente le dinamiche politiche, culturali, religiose e clientelari interne per poter avere successo.

ASPETTI GENERALI

Popolazione
La popolazione dell’Arabia Saudita è stimata intorno ai 28.170.000 abitanti, con una densità media di 13 unità per Km². Il tasso di natalità è all’incirca di 29,74 nascite per 1.000 abitanti; il tasso di mortalità è pari a 2,61/1.000 abitanti. Il 56% della popolazione è rappresentato da arabi, il 18% da yemeniti, africani e asiatici, giunti in Arabia a metà del XX secolo, perché attratti da opportunità economiche, e il restante 26% della popolazione è costituito da nomadi e beduini.
La Mecca, Ash Shargiyah, Asir, Al Bahah, Ha ׳il, Al Hudud ash Shamaliyah, Al Jawf, Jizan, Medina, Najran, Al Qasim, Riyād, Tabuk, sono le 13 province in cui è suddiviso il territorio arabo.
La maggior parte della popolazione vive nelle città, soltanto il 15% nelle zone rurali. Le aree con il più alto tasso di popolazione sono La Mecca e la Provincia Orientale (Ash Sharqiyah), mentre la zona meno abitata è il nord del Paese.

Superficie
L’Arabia Saudita occupa l’80% della Penisola araba. La sua superficie si estende per circa 2.240.000 Km² e confina con l’Iraq, la Giordania, il Kuwait, l’Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. È bagnata dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso a ovest.

Città principali
Riyadh, con i suoi 5.900.000 abitanti, è la capitale e la maggiore città della Penisola arabica, nonché il più importante centro d’affari. Situata nella zona centrale del Paese, sull’altopiano del Najd, ospita 3,5 milioni di persone, ovvero circa il 18% della popolazione complessiva dello Stato.
Jeddah, seconda città più grande dell’Arabia Saudita dopo la capitale Riyadh, si affaccia sul Mar Rosso e costituisce uno dei principali porti commerciali del Paese. Con i suoi tre milioni di abitanti, è considerata una vera e propria metropoli in cui i più moderni grattacieli contrastano con le costruzioni caratteristiche della popolazione locale nella parte vecchia della città. Il quartiere più pittoresco della città è l’Alawi Suq, caratterizzato dal grande mercato di prodotti artigianali.
Mecca, la città santa per i musulmani (prima di Medina e Gerusalemme). È la città in cui è nato il profeta Maometto, fondatore dell’Islam; è meta annuale di pellegrinaggi islamici e accoglie la più grande moschea del mondo.

POLITICHE ECONOMICHE

L’economia dell’Arabia Saudita si basa principalmente sul petrolio e da un forte controllo statale all’interno dell’economia. L’Arabia Saudita possiede circa un quinto delle riserve di petrolio accertate al mondo e svolge un ruolo di primo piano all’interno dell’OPEC. Proprio per questo motivo l’obiettivo dell’Arabia Saudita è quello di incoraggiare la crescita del settore privato per diversificare la sua economia e di impiegare più sauditi. Gli sforzi di diversificazione si stanno concentrando in particolar modo sulla produzione di energia, le telecomunicazioni, l’esplorazione del gas naturale e il settore petrolchimico. I quasi sei milioni di lavoratori stranieri svolgono un ruolo importante nell’economia saudita, in particolare nel settore del petrolio e dei servizi. I funzionari sauditi sono molto impegnati a impiegare la vasta popolazione giovanile che manca in generale delle competenze educative e tecniche per far fronte alle esigenze del settore privato. È stata a tal fine incrementata la spesa per la formazione professionale e l’istruzione. Come parte dello sforzo per attirare maggiori investimenti, l’Arabia Saudita ha aderito alla WTO nel dicembre del 2005 dopo molti anni di negoziati. Il governo ha istituito sei “città economiche” in diverse regioni del paese per promuovere gli investimenti stranieri e prevede di spendere oltre 700 miliardi di dollari fra il 2014 e 2020 per quanto riguarda i progetti di sviluppo e le infrastrutture per promuovere lo sviluppo economico dell’Arabia Saudita.

RISCHIO PAESE

Il rischio paese dell’Arabia Saudita, dal punto di vista strettamente economico, è nei parametri della normalità, con un indice di rischio per gli esportatori e gli investitori italiani che viene collocato da parte di SACE su di un valore M1 (medio-basso) con un outlook “stabile”. Tra le principali agenzie di rating, il Paese viene classificato nella categoria A (Standard & Poor: AA-; Moody’s: Aa3; FitchRatings: AA-; D&B: rischio esiguo).

BUSINESS FREEDOM

Secondo le stime dell’Heritage Foundation, l’Arabia Saudita ha uno score di 64,1 che la inserisce fra le economie libere (lo score va da un punteggio di 0 a 100 dove la maggiore vicinanza al 100 indica una maggiore libertà dell’economia del Paese). Il livello di libertà e facilità nel commercio è alto, sia in termini di libertà fiscale si in termini di libertà di impresa. Il complessivo quadro normativo per il business di impresa è diventato più snello e più efficiente: il regime fiscale più competitivo tanto che la recente crisi finanziaria globale sul settore bancario è stata relativamente modesta. L’Arabia Saudita ha ancora bisogno di migliorare la propria libertà monetaria, la libertà di investimento, i diritti di proprietà e il livello generale di corruzione. Il sistema giuridico resta vulnerabile alle influenze dei partiti politici.

LIMITI AGLI INVESTIMENTI ESTERI

Alcune attività d’impresa non possono essere svolte da investitori stranieri. La lista delle attività vietate (negative list) è eterogenea e comprende, per esempio:
• la ricerca, l’estrazione e la produzione di petrolio, a eccezione delle attività connesse al settore minerario;
• la produzione di attrezzature dispositivi e uniformi militari;
• la produzione di esplosivi civili;
• l’intermediazione immobiliare;
• stampa ed editoria in genere, a eccezione di alcune specifiche attività individuate dall’Autorità;
• servizi audiovisivi e dei media;
• telecomunicazione;
• trasporto aereo e terrestre.

POLITICHE COMMERCIALI: DAZI, BARRIERE, VINCOLI NON TARIFFARI

Non esistono restrizioni quantitative, non è prevista la riscossione di altre imposte in aggiunta al dazio doganale e non esiste IVA. Alcuni prodotti (in particolare carne di maiale e alcool) sono considerati contrari alla legge ed al credo islamico, per cui non possono essere importati. Le merci importate devono comunque conformarsi alla normativa locale di riferimento. L'unico accordo di trattamento preferenziale resta lo "UNIFIED ECONOMIC TREATY” stabilito tra i paesi del GCC nel 1981 per mezzo del quale i prodotti agricoli, zootecnici, industriali e quelli delle risorse naturali vengono importati in franchigia doganale tra i Paesi del Golfo. In generale, quindi, i dazi doganali attualmente applicati vanno da un minimo del 5% ad un massimo del 20%. L'unica eccezione è rappresentata dal dazio del 40% applicato all'importazione dei datteri, per i quali esiste una sovrapproduzione locale. Con l'adesione del Paese al WTO, continua il processo di riduzione dei dazi medi applicati anche su quei prodotti ancora inseriti nella fascia alta dell'aliquota doganale. I dazi più elevati sono applicati alle importazioni di legno, ferro e acciaio. Per quanto riguarda le imprese italiane, non esistono condizioni specifiche di particolare criticità. Si tratta, per l'operatore, di conoscere e rispettare le vigenti prescritte condizioni di operatività. Il principale ostacolo non tariffario in Arabia Saudita resta la previsione normativa secondo la quale a società estere non è permessa attività di commercializzazione diretta nel Paese. L'esportatore estero, a qualunque paese terzo GCC esso appartenga, per poter commercializzare direttamente in Arabia Saudita un proprio prodotto, deve: • sottoscrivere un accordo di agenzia/rappresentanza/frachising/distribuzione con una società saudita; • costituire con partner locale una società in J.V., registrata in Arabia Saudita, dedita alla commercializzazione dei prodotti. La possibilità quindi di ottenere licenze di importazione è riservata solo a soggetti sauditi (società locali al 100% saudite).

ZONE LIBERE DI SCAMBIO

Zona franca è quella di TUSDEER ( Saudi Trade and Export Development Co. “Tusdeer” ). Il commercio in questa zona di libero scambio offre ai commercianti la possibilità di usufruire di un’area senza limitazioni doganali; la zona può essere utilizzata con un hub per la distribuzione e lo scambio di merci, i clienti non devono pagare tutte le spese doganali per l’immagazzinamento in corrispondenza della zona, le merci possono essere riesportate a prezzi competitivi, aiuta a risparmiare sui costi di trasporti evitando gli inconvenienti, offre un’eccellente gestione del flusso di cassa.

LE SOCIETÀ: FORME GIURIDICHE

Le principali forme giuridiche di società tra cui l’investitore straniero può scegliere sono le seguenti:
• società in nome collettivo (Sharikat Tadhamou / general partnership);
• società in accomandita (Sharikat Tawisiyah Belashom / limited partnership);
• società a responsabilità limitata (Sharikat zat Massouliyy Ah Mahdooah / limited liability company);
• società per azioni “aperta” o “chiusa” (Sharikat Al-Mossahmah / joint stock company).
Per esigenze particolari si può inoltre ricorrere alle seguenti strutture alternative:
• apertura di una filiale (branch);
• impresa comune (joint venture);
• registrazione temporanea (temporary commercial registration);
• ufficio per servizi tecnico-scentifici (technical scientific services office).

SISTEMA DI TASSAZIONE PER LE IMPRESE

L'Arabia Saudita adotta un sistema fiscale flessibile e liberista, con poche tasse e aliquote contenute. Cittadini e società sauditi sono sottoposti solo al pagamento della zakat, o elemosina legale, secondo la legge islamica che obbliga ogni credente a versare il 2,5% del reddito annuo per finanziare la società islamica. Il reddito di lavoro dipendente non è soggetto a tassazione che invece è prevista per tutti i cittadini non sauditi, o di Paese membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo, che svolgono attività commerciale nel Regno, sotto forma di tre categorie:
1) tassa sul reddito netto annuale dei lavoratori autonomi non sauditi (fino a un massimo del 20% di aliquota);
2) tassa sul reddito delle società straniere operanti nel Regno (fino a un massimo del 20% di aliquota);
3) tassa sui dividendi distribuiti ai soci non sauditi di società operanti nel Regno, comprese quelle con partecipazione saudita.